Lo stato delle cose.

Tutti conosciamo la situazione attuale dell’economia globale e nazionale, ad esempio conosciamo lo strapotere della finanza internazionale e le nefandezze che pone in essere, conosciamo le debolezze degli stati in rapporto con questi aggregati di potere sovranazionale, e conosciamo anche l’assenza di sovranità che ci vincola ad una burocrazia esterna il nostro stato, sappiamo anche che siamo deficitari di politiche programmatiche con riferimento all’industria, alla sanità, all’istruzione, alla ricerca, ed ora anche alla conservazione del territorio, alla custodia dei beni culturali storico/artistici, ad una visione generale dello stato che costruisca un quadro preciso per proteggersi e per proporsi spuntando cosi ogni tentativo di aggressione violenta all’esistenza ed al futuro.

Io non parlerò di SI o di NO, ma facendo il punto dello stato delle cose, noto che abbiamo una spesa annua di 800 Ml. di euro, ed un PIL di 1600 Ml. (grosso modo),  questi rapporti di spesa sono insostenibili, ma come si sono determinati, innanzi tutto dai governi che hanno segnato questa repubblica nessuno si e preoccupato di contenerne le spese, perche ciò vuol dire perdere consensi, allora si e creato tutta una serie di spazi per allocare personale che aveva svolto funzioni, amministrative o politiche vicine ai rispettivi centri politici, e tutti hanno seguito la stessa strada, scuole di partito, creando cosi personale che  avendo un titolo di studio era sprovvisto di un mestiere.

E cosi a determinare l’alto costo di gestione dell’amministrazione annua statale sono tutti gli enti che esistono anche con competenze simili, quasi un subappalto di funzioni analoghe  ripetute da comuni, province e regioni, senza coordinamento nazionale per spese  ed acquisti, senza una programmazione nazionale, se poi aggiungiamo che per ogni campanile vi e un sindaco una giunta, e tutta una serie di spese per mantenere al centro il pluralismo democratico come e giusto, meno giusto e la polverizzazione di ridotte finanze a sostegno di piccole realtà con compiti limitati che spesso a discrezione privilegiano i conoscenti prossimi a spese della collettività in occasione di catastrofi ed emergenze.

Ridurre il numero di comuni, e vitale, aprire ai comuni allargati o territoriali con sindaci che amministrano comunità allargate a numeri di 20/50mila, di 100 mila, o città metropolitane 1000mila in su, spariscono i costi della provincia, ma rimangono le strutture comandate dalle regioni ed utilizzate dai comuni allargati per le esigenze concordate in regione in relazione con altre esigenze regionali.

Serve poi un coordinamento nazionale tra le regioni, ed il luogo ex Senato della Repubblica diviene la nuova Camera delle Regioni, a risiedervi saranno degli stipendiati delle regioni che vengono delegati a rappresentare e riportare le necessità e le esigenze delle stesse, e dovrebbero chiamarsi Deputati Regionali e non come Senatori.

Ci sarebbero tante altre cose da aggiungere senza parlare delle persone, ma questa e una storia difficile da percorrere, e ci vuole molto tempo realizzare il futuro.

L’uomo e la più grande incognita di se stesso, e secondo il periodo storico che ci condiziona, possono realizzarsi alti ideali umanistici o profondi abissi disumani, sta a voi determinarvi sul periodo storico che stiamo vivendo.

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Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
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