“Aspettando L’Europa” (Aspettando Godot” di Samuel Beckett)

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Siamo al dunque, se fino a ieri le sovranità nazionali venivano ribadite da la forza economica e finanziaria degli stati della mai nata confederazione di stati europei, oggi con questa nuova emergenza ( emigrazione, o diritto di spostarsi da un luogo ad un altro luogo, per le ragioni più varie, in caso di necessità estreme, riguardanti la vita stessa od anche semplicemente la qualità di vita) che tocca un principio/diritto, che travalica gli orizzonti europei ed investe globalmente l’intero mondo e le sue interrelazioni, a riguardo dei principi fondamentali dell’individuo.

Il rischio in assenza di regole nuove al passo con la globalizzazione tanto sbandierata in principal luogo a riguardo di flussi finanziari e commerciali dovrebbero essere allargate all’uomo, perché l’agire umano non e al servizio della finanza o del commercio, la finanza ed il commercio sono strumenti per raggiungere un benessere da condividere, in assenza di una condivisione anche questi strumenti sono destinati ad implodere, voglio dire che stante le tensioni ereditate dal xx secolo non e più concepibile uno squilibrio disumano come si e da sempre conosciuto e tollerato, ora con nuove tecnologie tutti sanno di tutto ed anche i più disperati prendono coscienza del loro stato, e le ipocrisie dell’occidente ricco che se ne frega delle sofferenze altrui non e più tollerabile. Non e costruendo muri o reticolati che si affronta il problema, ma prendendo atto degli errori aberranti del passato per porvi rimedio. Tutti i componenti di una Europa mai compiuta debbono riconoscere ed adottare regole inclusive ed in sintonia con  l’universale diritto alla libera circolazione degli uomini, il vero scopo dell’uomo e prosperare e far prosperare con equità l’intera umanità.

Perciò l’Inghilterra, l’Ungheria, La Germania, aderiscano ad un obbiettivo comune, che metta al centro l’umanità e si lasci alle spalle il mordi e fuggi legato solo agli affari, cercando solamente opportunità profittevoli, e si receda dall’alzare muri, dopo l’esperienza straziante di un mondo diviso da ideologie, ed una Europa divisa da un muro che fu abbattuto nel 1989, lo ricordate?

Da allora 1989, altri muri sono stati eretti costrittivi e contro ogni principio di diritto, nell’assoluto silenzio omertoso dell’intero occidente, eretti proprio da chi di muri ha sofferto come oggetto degli stessi, Israele, anche qui erigere un muro per proteggersi dal terrorismo, quel popolo col muro non può avere un futuro, sono stati deviati i fiumi,  si e impedito il diritto al mare, come si concilia la storia con un comportamento di difesa che ha effetto di offesa, e possibile contenere all’interno di un ghetto il diritto ad una vita in libertà per quelle genti, e come definire la loro auspicabile ricerca di libertà, terrorismo?

La violenza non ha mai una sola faccia.

ASPETTANDO GODOT di SAMUEL BECKETT

Trama:

Vladimiro (chiamato anche Didi) ed Estragone (chiamato anche Gogo) stanno aspettando su una desolata strada di campagna un certo “Signor Godot”. Non vi è nulla sulla scena, solo un albero dietro ai due personaggi che regola la concezione temporale attraverso la caduta delle foglie che indica il passare dei giorni. Ma Godot non appare mai sulla scena, e nulla si sa sul suo conto. Egli si limita a mandare un ragazzo dai due vagabondi, il quale dirà ai due protagonisti che Godot “oggi non verrà, ma verrà domani”.

I due uomini, vestiti come barboni, si lamentano continuamente del freddo, della fame e del loro stato esistenziale; litigano, pensano di separarsi (anche di suicidarsi) ma alla fine restano l’uno dipendente dall’altro. Ed è proprio attraverso i loro discorsi sconnessi e superficiali, inerenti argomenti futili e banali, che emerge il nonsenso della vita umana.

A un certo punto del dramma, arrivano altri due personaggi: Pozzo e Lucky. Pozzo, che si definisce il proprietario della terra sulla quale Vladimiro ed Estragone stanno, è un uomo crudele e al tempo stesso “pietoso”, tratta il suo servo Lucky come una bestia, tenendolo al guinzaglio con una lunga corda. Pozzo è il padrone e Lucky il servo e la corda che li unisce indica un legame reciproco apparentemente inscindibile. I due nuovi personaggi successivamente escono di scena. Didi e Gogo, dopo aver avuto l’incontro con il ragazzo “messaggero di Godot”, rimangono fermi mentre si dicono “Well? Shall we go?” (E ora? Possiamo andare?) – “Yes, let’s go” (Sì, andiamo), e l’indicazione scenica dice ironicamente “They do not move” (Non si muovono). Il linguaggio non riproduce più la realizzazione della volontà individuale. Non esiste più legame fra parola e azione, fra il linguaggio e la storia che dovrebbe esprimere, comunicare e attivare. Il linguaggio ha smesso di significare e acquista ruolo primario, a sé, autoriflessivo, narcisistico.

Il secondo atto differisce solo in apparenza dal primo: Vladimiro ed Estragone sono di nuovo nello stesso posto della sera precedente. Continuano a parlare (a volte con “non senso” a volte utilizzando luoghi comuni, detti popolari, anche con effetti comici). Ritornano in scena Pozzo, che è diventato cieco, e Lucky, che ora è muto ma con una differenza, ora la corda che li unisce è più corta ad indicare la soffocante simbiosi dei due. Escono di scena. Rientra il ragazzo che dice che anche oggi il Signor Godot non verrà. Esce. E Vladimiro ed Estragone rimangono lì mentre dicono “Well? Shall we go?” – “Yes, let’s go”. E l’indicazione scenica che mette fine al dramma dice “They do not move.”

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Informazioni su casar46

Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
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Una risposta a “Aspettando L’Europa” (Aspettando Godot” di Samuel Beckett)

  1. casar46 ha detto:

    Risponde: M. Schultz
    A(2015)09346
    MP/jc

    Egregio Signore,

    Il Presidente del Parlamento europeo (PE) ha ricevuto la Sua lettera dell’1 settembre 2015. L’on. Martin Schulz ha incaricato la nostra Unità Richieste di informazioni dei cittadini di risponderLe.

    Vorremmo innanzitutto indicarLe che il Suo messaggio è stato letto con attenzione, e La ringraziamo per il Suo interesse nei confronti della nostra istituzione.

    Inoltre, vorremmo informarLa che il Presidente Schulz, durante il suo discorso per il G7 del 5 settembre 2015, ha sottolineato che “le istituzioni dell’UE hanno un ruolo importante da svolgere in qualità di mediatori tra gli Stati membri. Il Parlamento europeo è la forza motrice sottostante: abbiamo chiesto per anni per una soluzione europea per la migrazione. […] Ai miei colleghi europei direi: Noi, come parlamenti nazionali e Parlamento europeo, dovremmo esortare i nostri governi a contribuire meglio per trovare una soluzione europea”.
    Il testo integrale di questo discorso è disponibile a questa pagina Internet.

    Potrebbe inoltre essere di Suo interesse il dibattito che si svolgerà durante la sessione plenaria al Parlamento europeo di mercoledì 9 settembre 2015 “Migrazione e rifugiati in Europa”, che può essere seguito in diretta sulla pagina Internet della plenaria, e per il quale verrà effettuata una votazione il giorno seguente.

    RingraziandoLa per aver contattato il Parlamento europeo, ci è gradita l’occasione per porgerLe i nostri più distinti saluti.

    Unità Richieste di informazioni dei cittadini
    http://www.europarl.europa.eu/askEP/it

    Clausola di esclusione della responsabilità: Le informazioni fornite dall’unità Richieste di informazioni dei cittadini del Parlamento europeo non sono giuridicamente vincolanti.
    La presente casella di posta elettronica è utilizzata esclusivamente per inviare email. Le email in entrata non verranno lette. Per contattare l’unità Richieste di informazione dei cittadini, siete pregati di utilizzare il nostro modulo online.

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