Bello e conoscere un altro aspetto del sapere, premonitore degli anni 90.

Interviste

René Thom

L’origine e il significato della teoria delle catastrofi

16/12/1988
Documenti correlati

René Thom presenta la “teoria delle catastrofi” come tentativo di spiegazione delle forme naturali, della loro permanenza, della loro genesi e dei conflitti che ne sono all’origine. L’universo è piu’ un cosmo che un caos e la teoria delle catastrofi cerca di spiegare le sue forme, prescindendo dai substrati: qualsiasi forma deve la sua origine ad un conflitto. Thom ricorda brevemente le tappe principali della genesi matematica della teoria delle catastrofi: le ricerche in topologia algebrica sul concetto di “bordo” (il tipo più naturale di forma), i “gruppi di cobordismo”, lo studio delle “singolarità” stabili (ad esempio la cuspide o “punto di inversione” di una caustica). Alla base della scelta del termine “catastrofe” c’è l’idea che certe discontinuità naturali sono associabili a dei processi conflittuali. Anche le strutture narrative possono essere interpretate secondo schemi “catastrofisti”, come dimostrano gli studi di Propp sulle fiabe russe. Thom commenta quindi l’uso che Christopher Zeeman ha fatto del suo metodo per la teoria generale dei sistemi, criticandone però l’ipotesi di una interpretazione quantitativa, oltre che qualitativa; a questo proposito distingue anche tra l’impiego rigoroso e quello ermeneutico-interpretativo della teoria delle catastrofi. Thom illustra poi il modello “catastrofista” di interpretazione della Rivoluzione Francese, anche rispetto al problema della legittimità e del potere. La teoria delle catastrofi propone per Thom metafore e strumenti concettuali matematici, per spiegare ambiti di conoscenza, altrimenti non rigorosamente descrivibili; si tratta di una teoria rigorosa dell’analogia, che tiene conto anche della ricchezza del linguaggio. Per Thom, i risultati più promettenti della teoria delle catastrofi verranno comunque da applicazioni di tipo metafisico, proprio perché si tratta di cogliere non solo strutture superficiali, ma anche dinamismi profondi. Riflettendo sulla connotazione sociologica della scienza, Thom dice di non essere uno scienziato nel senso odierno del termine, ma nemmeno un filosofo, la sua vocazione fondamentale è piuttosto l’interdisciplinarità e la ricerca di una grammatica comune ai fenomeni piu’ disparati. Riconosce comunque che il determinismo è l’obiettivo fondamentale della scienza e l’indeterminismo ne è solo una sconfitta; il modello rigoroso del determinismo è infatti il “logos” stesso della scienza ed è impossibile glorificare a priori l’indeterminismo, che pure apre nuovi ambiti alla ricerca, per esempio attraverso modelli stocastici. Tornando a discutere della teoria delle catastrofi, Thom sostiene che il suo interesse sta nella possibilità di un uso “metafisico” dei risultati più che nella sua verificabilità quantitativa. In effetti, secondo il criterio della verificabilità, può darsi che la teoria delle catastrofi non sia rigorosamente scientifica; ciò, tuttavia, non impedisce che sia fruttuosa come “teoria della metafora”; il fatto è che la filosofia che ne sta alla base non è legata alla sperimentazione, contrariamente alla scienza moderna. Thom non nutre ammirazione per la filosofia analitica, trova interessante il primo Wittgenstein, ma non il secondo; sottolinea invece il ruolo di Kuhn, soprattutto in relazione al problema del progresso scientifico, mentre esprime i suoi dubbi su Feyerabend, caratterizzando poi come una vera sciagura l’idea popperiana della falsificabilità come criterio di demarcazione tra la scienza e la pseudo-scienza; la visione popperiana del progresso scientifico come una crescita per prove ed errori, secondo Thom, è una visione romantica. Nel manifestare il suo scetticismo rispetto alla pretesa crisi delle grandi ideologie dei secoli scorsi, Thom affronta il problema del progresso, distinguendo tra progresso scientifico e progresso dell’umanità, tra progresso nella conoscenza e nel pensiero. La classificazione delle catastrofi è in fondo scientifica se nell’accezione del termine si accetta anche la speculazione. In riferimento ad una sua recente pubblicazione, Thom precisa quindi i concetti di “salienza” e di “pregnanza”, due categorie che servono a classificare le apparenze fenomeniche. Per il futuro si ripromette un approfondimento di tali concetti all’interno di una critica della fisica quantistica.

Annunci

Informazioni su casar46

Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...