FAVORI IN CORSO

FAVORI IN CORSO L’arte contemporanea a EXPO 2015

I fatti sono ormai noti: dicono le cronache che la direzione dell’Expo ha stipulato con “procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando” in favore del critico d’arte Germano Celant  – sì, proprio lui, il teorico del concettuale che a suo tempo fu l’indiscusso guru dell’arte povera (!) – un profumato contratto per direzione artistica e realizzazione di una mostra per la bella somma di 750mila euro più iva. La stipula sarebbe stata accompagnata dal rotondo anticipo di ben 292mila euro. E la mostra avrà ovviamente un costo a parte: 5 milioni e 300mila euro! Queste le somme e i fatti, nudi e crudi. Ora, è vero che Celant Germano Celant ha un curriculum notevole: curatore del Guggenheim di New York, poi direttore della Biennale di Venezia, oggi direttore di Fondazione Prada e della Triennale di Milano. Ed è  vero anche che la visibilità delle iniziative all’interno di Expo 2015 sarà enorme e davvero “planetaria”, però… Francamente mi sembra proprio che, in tempo di crisi, cifre come queste non possano giustificarsi nè con curriculum stellari nè con progetti faraonici. Sono cose che suonano come una sorta di altezzoso schiaffo alla società civile, uno sberleffo indecente rivolto alla comunità di persone che, dalla scuola alla ricerca, dal mondo del commercio a quello del lavoro, dai pensionati ai disoccupati, soffrono ogni giorno sulla loro pelle i guasti e le contraddizioni causate dal neoliberismo di rapina di questi ultimi decenni. Non c’è arte né competenza che tenga di fronte a questa situazione, qualcuno dovrebbe pur rendersene conto. Dov’è il Sindaco che una maggioranza di milanesi onesti e progressisti ha eletto? Dove sono le garanzie democratiche, dov’è il controllo razionale sul meccanismo costi-ricavi? “Art & Food”, arte e cibo: così si chiama la mostra. Ovvero – dico io – “La grande abbuffata” di amici degli amici, che hanno scelto senza vergogna di approfittare della situazione: mangiare con l’arte! Insomma, sui cantieri dell’Expo si direbbe davvero che fervono i favori…

Giorgio Seveso

Giorgio Seveso

Critico d’arte e giornalista, vive e opera a Milano dal 1969. Per oltre vent’anni è stato critico de l’Unità. E’ nato a Sanremo nel 1944.

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Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
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