CONSIDERAZIONI PRIVATE SULL’OGGI E SUL FUTURO.

lunedì 26 agosto

2013

Lettera al cav. Renato Crotti

Caro, sig. Crotti

Da questi intensi rapporti epistolari, e di frequentazioni degli ultimi mesi, nati non so neanche io perché, e per quale strana alchimia, mi accingo dopo infinite telefonate a portarle a conoscenza il mio libero pensiero sulla realtà che determina la nostra esistenza.

Potremmo cominciare col dire che questi 30 anni di liberismo hanno sconvolto quello che il capitalismo liberale proponeva, formando anticorpi per assoggettare ad un più remunerativo e sicuro profitto, vera realtà di un capitalismo che azzera le regole lecite della libera concorrenza, utilizzando tutto l’illecito possibile.

Italia

In Italia abbiamo un oceano di burocrazia, di uffici che si sovrappongono e per legge funzionano con costi che non possiamo più sostenere, un apparato che dissangua il paese, ed allontana chi vuole intraprendere, burocrazia che vive per omesse responsabilità della politica, che per mantenere un elettorato vincente non scontenta nessuno.

Ancora, pertinenze e frazionamenti del territorio (istituzioni) con sovrapposte sovranità che confliggono, e richiedono per funzionare sempre più fondi, tutti funzionari da pagare che adempiono hai loro compiti, ed al contempo contribuiscono al mantenimento del loro presente e futuro, arroccati nei loro compiti.

Persino nella sicurezza della vita pubblica, vi sono più forze armate delegate con varie mansioni al vivere civile, ed ognuna con specifiche esigenze finanziarie, siamo particolari anche in questo settore dato che abbiamo operanti sul territorio molte formazioni malavitose che si evolvono e richiedono da parte dello stato sempre più costose specializzazioni,… male endemico mai debellato.

Tutto questo e troppo costoso per il nostro paese se consideriamo che e sovraccaricato di un debito che non da scampo, debito che nasce negli anni 80 e si accentua con la svalutazione della lira degli anni 90, e continua con le vicende berlusconiane, con le sue strategie strumentali ad eludere tutti i processi hai suoi misfatti, che in gran parte coincidono con comportamenti ed interessi che si identificano con strategie di tipo mafioso.

La parte drammatica e che le tendenze consensuali ad accreditare un tale individuo a gestire la cosa pubblica lascia perplessi, cosa spinge un elettore a dare la sua fiducia ad un imbonitore che continua a promettere da 20 anni e concorre all’accrescimento del debito italiano mentre accumula ricchezze che gli sono facilitate dalla posizione che occupa. Solo il fatto di avere un partito suo, di sua proprietà, dovrebbe far saltare sulle poltrone chiunque si senta legato al metodo democratico, eppure esiste un elettorato che non va tanto per il sottile, si ritiene rappresentato anche da un personaggio come questo, e i mercati finanziari lo sanno, lo hanno capito anche loro, possono seguirne lo stesso percorso, troveranno larga parte del popolo italiano che li appoggerà. Possono cosi orientare e determinare la qualità della vita degli Italiani ed assicurarsi grandi profitti con il metodo del bastone e della carota.

Europa

L’Europa, bambino mai nato,… pur riconoscendo il suo ineludibile approdo per ogni componente del continente, rimane nel limbo, in attesa che le destre che governano i singoli stati si convincano che le singole sovranità e nazionalismi fanno parte di un epoca passata, ecco perché l’Europa deve, Motu Proprio  imporre agli stati promotori di questa entità, una propria superiore sovranità e cosi ridimensionare de facto le sovranità locali, d’altronde l’immobilismo dei politici europei espressione delle nazioni promotrici o aderenti al progetto europeo, devono legittimare la propria funzione in seno al governo europeo, con tutte le commissioni ed i vari presidenti.

Uniformare le economie e le leggi di una confederazione di stati, aggiornare e quantificare la qualità dei cittadini Europei, cosa producono e chi sono. Quanti imprenditori, il livello di acculturazione, cosa si produce e la qualità della ricerca, come affronta l’ Europa la Globalizzazione mondiale, possiamo essere competitivi in un mondo che cambia cosi rapidamente ?

Far sentire agli europei che esistono, parlo dei cittadini, e chiedere a loro se e come formare una costituzione condivisibile. Adottare il metodo democratico della maggioranza anche se auspicabile sempre l’unanimità dobbiamo convenire che l’unanimità ha funto da freno anziché da volano delle decisioni. Le decisioni prese a maggioranza debbono essere riconosciute ed accettate da tutte le componenti europee, Stati, enti, società, ed in particolar modo dal mondo finanziario che deve trovare un assetto comune.

Di conseguenza l’Europa si munisca di un documento identificativo, redatto dagli stati membri sul territorio e si annullino tutte le documentazioni nazionali, come primo atto, poi chiami gli europei al voto della costituzione europea, e qualora si necessiti di decisioni particolarmente delicate si investano i cittadini europei dei loro legittimi diritti, cosi si formano gli stati uniti d’Europa.

Globalizzazione

Un mondo in rapido cambiamento, nel secolo scorso si diceva “Se vuoi mantenere la pace prepara la guerra”, ed ancora oggi tanti stati del mondo erigono muri, a dividere fisicamente i popoli, metodo assurdo ed incivile di altri tempi. Come se oggi non si conoscesse lo sviluppo che le  tecnologie raccontano come gli altri vivono, allora questi muri servono solo ad arrecare affronto all’altro, null’altra funzione hanno solo quella d’inasprire una diversità presunta, non reale in un mondo globalizzato.

Una finanza globale a briglie sciolte che, alla ricerca di profitti facili scatena una guerra in un mondo globale che non si e ancora dotato di regole certe per l’oggi e per il futuro. Un mondo in cambiamento che il libero mercato non può contenere perché ogni componente di questa globalizzazione parte da basi diverse, e non e soggetta a vincoli di produzione delle economie sviluppate, dobbiamo per questi motivi convenire che v’è una distorsione del mercato, e gli equilibri non ancora concordati privilegiano talune zone del mondo in via di sviluppo, e danneggiano economie sviluppate fino a restringere i margini di progresso, ed invogliando l’imprenditoria a rincorrere in quelle zone il costo del lavoro più conveniente al profitto facile.

Questo stato delle cose potrebbe benissimo essere impugnata da qualsiasi entità come concorrenza scorretta e andare in giudizio presso una corte internazionale, se questi squilibri di produzione, senza entrare nel merito sulla qualità dei prodotti, e la nocività di certi prodotti solo apparentemente uguali potrebbe far dire che, le regole che ogni continente adotta devono essere riconosciute dai restanti continenti, e l’equità e la legalità deve essere il fine per una concorrenza di mercato.

Va anche detto che gli stati in via di sviluppo debbono pur svilupparsi, ma all’interno di regole e comportamenti condivisi, poi rimane la cenerentola della globalizzazione ed e l’Africa, insieme ad altre zone del mondo in forte ritardo di sviluppo commerciale, da sempre depredati da tante economie avanzate, che non si sono fatti scrupolo di abusare di una posizione dominante, accompagnati da un silenzio assordante di una finanza globale ceca e sorda ad ogni stimolo equo.

Con la nuove tecnologie, l’Africa ha conosciuto come si vive nei paesi del mondo, e da “Occupy Wall Street” in poi anche in Africa si sono decisi per un mondo con più democrazia se non che,… alla caduta dei dittatori in carica, si e affacciato prepotente un ritorno al passato di integralismi religiosi di nome,… ma di fatto sono altre dittature fasciste che pretendono di avvicendarsi e cogliere il momento per occupare le fragili democrazie ancora in stato di formazione.

Non sappiamo ancora come andrà a finire tutto questo cambiamento, ma una cosa e certa, il mondo oggi non e più quello di ieri, e come ogni cosa che cambia siamo in un periodo di grandi trasformazioni, siamo “nella terra di mezzo” e si sta compiendo passi per creare il futuro, da qui tutto il disagio che già da tempo conosciamo.

Io parlo da progressista, ma sono cosciente che forze conservatrici facciano di tutto per allungare questo  stallo, per poter lucrare il più possibile, ma ad un certo punto dovranno riconoscere che non si può fermare l’evoluzione dell’uomo che e in cammino dalle sue origini, come testimonia Darwin,… speriamo che questa evoluzione imbocchi l’autostrada dell’equità e del libero mercato (lecito) tra esseri che si danno dei limiti nella loro ricerca di profitto.

E come ogni cosa che nasce e destinata a finire, anche questo nostro periodo di confusione deregolamentata, dovrà finire e darsi regole certe dove, dalla finanza alla esistenza dell’uomo, siano ordinati in obblighi e certezze.

Mi fermo qui…anche se altri sassolini mi disturbano.

 

Con rispetto

Antonio Casarini

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Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
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