Ciò che e priorità ed insieme ai sacrifici essenziale e l’ ecuità.

“Il sostegno alla ricerca è una priorità da far valere ancor più in tempi difficili come quelli attuali”

“Parliamo qui da molto tempo, di anno in anno (lo si è fatto già con i miei predecessori), di ricerca sul cancro. Ne parliamo anche grazie alla sollecitazione sapiente e elegantemente pedagogica di Umberto Veronesi che instancabilmente ci si rivolge”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto il suo intervento in occasione della celebrazione al Quirinale della Giornata nazionale per la Ricerca sul Cancro.
Il Capo dello Stato, dopo aver ricordato che il richiamo al valore della ricerca è costante al Quirinale in quanto “parola emblematica nella estrema molteplicità e diversità delle sue accezioni, ed è parola emblematica di per sé, in quanto segnala un’attitudine, in tutti i campi, di apertura e tensione verso le nuove frontiere della conoscenza e della vita umana”, ha osservato per quel che riguarda la ricerca scientifica in senso proprio, che il riferimento “è innanzitutto al suo valore conoscitivo ma anche alle sue ricadute importanti: in termini di innovazione tecnica per la produttività e la competitività della nostra economia, o di ricadute per la salute delle persone, per il benessere della comunità, per la civiltà del nostro Paese”.
Un elemento “unificante” agli occhi del Presidente è rappresentato dalla “passione di quanti si dedicano alla ricerca, a cominciare dai più giovani”: “L’intervento pubblico e privato in tutti i settori della ricerca scientifica è una priorità da far valere anche e ancor più in tempi difficili come quelli attuali. E’ un tasto sul quale ho battuto in modo insistente, in modo sistematico nel corso di questi anni, che sono stati anni duri per il paese, per l’Europa e per il mondo. Spero che questo messaggio sia raccolto, anche attraverso le iniziative del governo”.
Il Presidente Napolitano ha poi rivolto l’espressione del più grande apprezzamento per lo straordinario contributo che viene dall’Airc, Associazione per la Ricerca sul Cancro, “per la sua capacità di mobilitare risorse che vengono da cittadini e da ampie fasce della società”.
Il Capo dello Stato ha quindi fatto riferimento ai progressi della ricerca e della lotta contro il cancro di cui hanno parlato, nei loro interventi, il professor Veronesi e il professor Pandolfi: “ci hanno parlato di svolte rivoluzionarie, e, senza impegnarsi in previsioni troppo quantificate nel tempo, ci hanno dato fiducia in questa possibile, ulteriore avanzata nella frontiera della lotta contro il cancro. E’ una sorta di sfida, di antagonismo tra i progressi della ricerca e della cura e il diffondersi incessante della malattia, o anzi – come ci è stato spiegato – delle molte malattie che confluiscono nel fatto ‘cancro’, nel fenomeno ‘cancro’. E’ importantissimo comprendere la complessità e l’ambiziosità degli sforzi e dei progetti in atto e l’essenzialità della collaborazione internazionale. Noi siamo altamente onorati – non si fraintenda quando si parla di fuga di cervelli e della nostra preoccupazione per i talenti che perdiamo – di avere degli italiani come il professor Pandolfi e tanti altri in grandi centri di ricerca fuori del nostro paese : sappiamo quello che possiamo riceverne di collaborazione per realizzare una più ampia sinergia tra la ricerca scientifica e in particolare la ricerca oncologica in Italia e nel resto del mondo”.
Il Presidente Napolitano ha anche fatto riferimento alla “grande conquista” compiuta 34 anni fa, per decisione bipartisan del Parlamento, del Servizio Sanitario Nazionale: “Credo che dobbiamo ritenere che sia pienamente compatibile anche con una prospettiva di maggiore selezione e contenimento della spesa pubblica, a patto che – scusate se uso ancora una volta la famigerata parola ‘ricerca’ – ci sia ricerca di soluzioni razionalizzatrici e innovative. Infatti, se dobbiamo guardarci dai giudizi e dagli interventi sommari, dobbiamo anche guardarci da atteggiamenti puramente difensivi, conservativi dell’esistente. Dobbiamo guardare avanti, dobbiamo guardare lontano e dobbiamo sapere – ha concluso il Presidente – utilizzare al meglio le risorse della collettività, le risorse dei cittadini”.

Il discorso di ieri del Presidente della Reubblica in linea con il momento drammatico che viviamo, e ragionevole ed indispensabile, ho sperato che nonostante la maggioranza variegata, in uno scatto di vera discontinuità in una iniziativa veramente etica da parte di un tecnico come Monti, cioe che riduca le tasse per i nuovi assunti, che investa in infrastrutture, per rimettere in moto l’economia, che tassi di più chi ha patrimoni immobiliari e monetari rilevanti ora come Obama non può essere vincolato da un PDL recalcitrante, non possono toccarlo o rimandarlo a casa, da uomo di destra forse non c’è da aspettarsi di più….ma ho sperato di scoprire uno statista che sfida come Obama le tendenze della finanza che detta le condizioni, ancora nulla non si intraprendono iniziative in controtendenza, si va verso la morte lenta dopo aver evitato il precipizio, questo e ciò che ci aspetta per un futuro prossimo.

La recessione uccide ogni possibilità di futuro, e più continuiamo in questa politica piu rimettiamo in discussione cio che e stato fatto con grandi sacrifici da una sola parte del paese, in vero stile democristiano.

Perciò piu soldi alla ricerca, e mantenere i cervelli nel nostro sistema, e abolire la precarietà sulla ricerca in questo settore.

Aiutare gli imprenditori con detrazioni importanti a ridurre il costo del lavoro previa assunzione di manodopera, e favorire la continuità con agevolazioni vincolanti a rimanere sul territorio nazionale.

Salario minimo per chi e disoccupato a tempo, e vincolare il lavoratore ad un impiego retribuito qualora venisse richiamato dall’ufficio di collocamento preposto.

Una politica non piu a ridurre il deficit, ma a produrre PIL…anche se in debito pubblico aumenta nei primi tempi una volta avviati gli investimenti si ridurrà in modo esponenziale.

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