Come B. è dive…

Come B. è diventato ricco

di P. Biondani, A. Sceresini e M.E. Scandaliato

L’origine dei capitali che hanno permesso a Berlusconi di costruire Milano 2 è poco chiara. Ma un baule di documenti consegnato alla procura di Firenze da un ex Dc, già consulente di Dell’Utri, potrebbe fare nuova luce. ‘Ha ottenuto i soldi grazie alla P2 e ad Andreotti. Ed erano maleodoranti’

(16 agosto 2012)

 Un baule di documenti ingialliti dal tempo, conservati da un’eminenza grigia della Dc milanese, Ezio Cartotto. Atti che potrebbero fare luce sui misteriosi canali che permisero a Silvio Berlusconi di finanziare la costruzione di Milano 2 e cominciare la sua scalata al potere. E che ora sono stati consegnati ai magistrati di Firenze.
Al centro di tutto c’è Cartotto, 69 anni compiuti da poco, un pensionato della politica che vanta una memoria di ferro. Negli anni Novanta è stato il consulente arruolato da Marcello Dell’Utri per creare Forza Italia, ma ora si scopre che i rapporti tra loro sono molto più antichi. Nel 1972 Cartotto, allora responsabile enti locali della Dc milanese e fedelissimo di Giovanni Marcora, aiuta Berlusconi a superare gli ostacoli posti dalle nuove legge urbanistiche.
«Con la nascita delle Regioni, in Lombardia cambiavano tutte le regole edilizie. Berlusconi venne a trovarmi perché temeva il fallimento: l’Edilnord rischiava di non poter più costruire. Il problema fu risolto dai tre direttori del Pim: oltre al nostro della Dc, gli presentai l’architetto Silvano Larini per il Psi, mentre per il Pci c’era Epifanio Li Calzi». Due nomi destinati a entrare nella storia di Tangentopoli.
Da allora e fino alla nascita di Forza Italia, Cartotto stringe un rapporto sempre più stretto con il costruttore emergente. Raccoglie sfoghi e confidenze. Ed è proprio incrociando le fonti più riservate con le indiscrezioni carpite al Cavaliere, che Cartotto sostiene di aver capito come fu finanziata la sua ascesa: «Ha ottenuto i primi capitali grazie alla P2 e ad Andreotti. Ed erano capitali maleodoranti».
Già nel ’96 aveva raccontato ai magistrati le rivelazioni che gli avrebbe fatto Filippo Alberto Rapisarda: presunti pacchi di soldi«spediti da Palermo negli anni ’70 e divisi con Dell’Utri» proprio da quel chiacchierato finanziere siciliano, destinato nel ’94 a ospitare il primo club di Forza Italia a Milano. Parole rimaste senza riscontri e cadute nel vuoto. Ora Cartotto sostiene di avere documenti inediti. E propone un racconto che parte dalla Banca Rasini, dove lavorava il padre di Berlusconi, passa per la loggia di Licio Gelli e arriva all’allora vertice del Monte dei Paschi di Siena, facendo tappa tra la Svizzera e un istituto di credito italo-israeliano.

«La banca fondata dai nobili Rasini fu acquistata nei primi anni ’70, tra lo stupore generale, da un certo Giuseppe Azzaretto, un affarista di Misilmeri, periferia di Palermo. Un commercialista milanese di altissimo livello, G. R., amico di Marcora e molto addentro alla Rasini, mi disse subito che quell’istituto mono-sportello era “la chiave per il passaggio di capitali maleodoranti”». E spiega: «Ufficialmente la Rasini era di Azzaretto padre e di suo figlio Dario, ma in realtà era controllata da Andreotti. Era la sua banca personale. C’è un riscontro che nessuno sa: Andreotti andava in vacanza tutti gli anni nella villa degli Azzaretto in Costa Azzurra. Di questo ho la certezza. Per verificare le mie fonti, ho fatto in modo che Sergio, l’altro figlio di Azzaretto, incontrasse a Roma il nipote di Andreotti, Luca Danese. Si sono visti davanti a me. Baci e abbracci. Si dicevano: “Ti ricordi quando giocavamo insieme…”. Detto questo, basta ragionare: la Cassazione, con la sentenza di prescrizione, ha stabilito che fino al 1980 Andreotti è stato il referente politico dei più ricchi boss di Cosa nostra. E a quel punto chi ha comprato, o si è intestato, la Rasini? Nino Rovelli, l’industriale legatissimo ad Andreotti, ma anche all’avvocato Cesare Previti. Come vedete, tutto torna».
Tra ricordi, confidenze, deduzioni e convinzioni personali, Cartotto parla anche di carte segrete che proverebbero fatti certi. E qui spunta il baule di documenti che, non a caso, gli sono stati richiesti dai magistrati di Firenze. «Riguardano un aumento di capitale per Milano 2, che avevo seguito personalmente. Era il 1973. Allora Berlusconi figurava come dipendente dell’Edilnord, che era una società di persone controllata da finanziarie svizzere intestate a una domestica o a un fiduciario».
Antonio Casarini Ogni sasso che si solleva in Italia, offre olezzi maleodoranti, non v’erano dubbi sulle scalate del cavaliere, quantificare fino a quale punto e arrivato…..
Ieri alle 11.41 · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Renato Cucconi era risaputo……
    Ieri alle 14.54 · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Renzo Ganassi Perchè nessuno si chiede del tesoro di Mosca, del primato delle coop , o quello di De Benedetti e perchè tal signore non si sia fatto i sette anni di prigione ai quali sembra sia stato condannato?
    Ieri alle 15.28 · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Giamma Brùs Silvestri la tristezza è che Andreotti ne è uscito pulito
    Ieri alle 15.34 · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Renato Cucconi

    Renzo, tu te le sei chiesti questi (enigmi) e quale risposta ti sei dato ?? Poi Berlusconi stesso, ha raccontato la sua storia in una campagna elettorale inviando a molte famiglie italiane un giornalino che raccontava la storia della sua fa…

    miglia e da li si capiva benissimo la provenienza di quelle che sarebbero diventate le sue ricchezze, in tutti i modi, se qualcun altro ha superato il limite, cio non giustifica il fatto che anche Berlusconi non lo abbia superato e quindi (dovrebbe) essere soggetto ad accertamenti, ” COSA MOLTO DIFFICILE ” come tu ben sai, tieni presente inoltre, che espresso e repubblica parlava di Berlusconi e non degli altri, se poi qualcun altro parlerà dei quesiti da te sollevati, ci sarà chi sarà a favore o contrario….

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    21 ore fa · Modificato · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Renzo Ganassi Qualsiasi avversario della sinistra è stato accusato di corruzzione, furto e così via: da De Gasperi a Berlusconi e magari il successore. Per me vale il discorso di Craxi nel 1992 davanti al parlamento ” si alzino in piedi tutti coloro che sono pronti a giurare che non sapevano come funzionava tangentopoli”.
    18 ore fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Antonio Casarini Quel ladro….
    14 ore fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più · 1
  • Renzo Ganassi Craxi ladro sincero, agli altri la risposta di Pansa alla festa de l’Unità di Reggio Emilia su Occhetto, che diceva di non sapere: ” o non sapeva davvero e allora è un imbecille oppure è un bugiardo;in entrambi i casi si deve dimettere”.
    6 ore fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Antonio Casarini Vaffa…..
    circa un’ora fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Renzo Ganassi ecco gli argomenti di certa sinistra.
    circa un’ora fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Antonio Casarini Arivaffa….
    circa un’ora fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più
  • Renzo Ganassi La verità vi fa male. Enrico questo è uno dei tuoi , ne sei fiero?
    circa un’ora fa · “}’>Mi piaceNon mi piace più
    Queste le premesse su un passato che e duro a morire, anche perche dobbiamo pagarne il prezzo proprio oggi ed in futuro, che ci perseguiterà per tanti decenni.
    Fine anni 70 inizio anni 80 nasceva il CAF, e insieme ad esso corruttele a non finire, spuntava Berlusconi che sostituiva i sogni di architetture umanistiche con la piu remunerativa TV privata, imperversavano bustarelle di ogni tipo, si era instaurata l’obligatorietà che il plus valore del commercio non era piu stabilito dal prodotto, ma dalla bustarella piu consistente era, piu era valido il prodotto, il rampante Bettino rottamo l’obsoleto De Martino, persona degnissima di un socialismo vecchio stampo, ma pulito.
    Fu in quel periodo che si formo il debito pubblico che ora dobbiamo pagare, il presupposto era che la politica costa….e avanti cosi, sempre per non farsi mancare nulla Craxi abolisce la scala mobile, unico strumento a tutela del potere d’acquisto delle classi meno abbienti,…facendo un grande favore a confindustria, che cosi potè smettere di piangere sulla scala mobile che frenava il mercato.
    Con un colpo di mano il caro Bettino, regalò le frequenze a Berlusconi che cosi potè aprirsi ampi spazi di manovra, ma l’eredità Craxiana non e finita con lui, abbiamo ereditato un suo degno comprimario che ha continuato a corrompere ed a formare l’illusione  che la storia dell’uomo solo al potere e migliore, piu diretta e pratica.
    Il materiale umano e sempre quello ex democristiani di tutte le correnti che in un modo o nell’altro continuano a determinare il futuro del paese, ma oggi le cose debbono cambiare, oggi no e piu possibile spostare in avanti i problemi quell’Europa mai nata frutto di una involuzione di destra e centrista che non puo rinunciare al proprio nazionalismo, ebbene proprio questi attori e fautori dell’attualità precaria e senza sbocchi, chiedono a questa italia di ripianare i conti,… questi autori di un Europa che no nascerà mai, se l’Euro non sparirà sarà solo per interesse, altro che unione di popoli, direi unione d’affari.
    Per ciò veda caro Enzo, prima di dare sentenze si sciacqui la bocca, e si tolga dal mio groppone, la sinistra riparerà i danni di questi 60 anni di repubblica Democristiana, di correnti, governi balneari, interventi a pioggia, voti di scambio, populismi nostalgici, e nuovi padroni puttanieri.
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Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
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