Riflessioni…..

Viviamo in un tempo dove tutto e cambiato, lentamente ho visto tutti i passaggi di questi cambiamenti, possiamo retrocedere fino agli inizi degli anni 80 del secolo scorso, in quei tempi la fabbrica era un luogo dove ci si realizzava, e merito della sua prosperità era interesse collettivo fare prosperare quell’insieme produttivo come cosa comune, era il periodo della concertazione, del bene comune da preservare, ogni dipendente che aveva una idea funzionale la proponeva, nei paesi nordici inventarono le isole di lavoro, fatte da scuadre omogenee, che si assumevano il compito del lavoro eseguito a regola d’arte, con serie interminabili di assemblee, ci si sentiva partecipi del buoni risultati ottenuti.

In seguito vennero le riunioni ristrette, e l’arroccamento dei padroni su decisioni individuali rivendicando l’autonomia data dall’essere il proprietario, poi in seguito venne il periodo dell’automazione, e informatizzazione degli ambienti di lavoro, e successivamenta la robotica, per automatizzare la produzione, le aspettative erano sempre piu allettanti, per i padroni, perchè il fine era la riduzione del personale a conseguimento del medesimo prodotto, ed all’auspicabile maggior profitto, se non che a rincorrere la fantasia, ci si accorse che il processo produttivo, non poteva escludere l’uomo e la sua funzione centrale.

Ora che la fabbrica, intesa come involucro definito, con incluso strutture robotizzate per produrre e gia da parecchi anni un pacchetto preconfezionato, e non ha piu bisogno di manodopera specializzata, ma di semplice manodopera dequalificata da formare a breve per le semplici funzioni operative, ora si puo in poco tempo ricostruire ovunque un involucro standard, per un prodotto noto, ed inseguire il minor costo delle maestranze, che non sono tenute ad un apporto individuale di esperienza pratica, a differenza della piccola schiera di personale qualificato che ha l’accesso ai piani alti della scala di valori, progettisti, opratori del sistema informatico, programmatori tecnici, e di mercato, ecc.

In questo nuovo mondo, mi spiego perchè Marchionne in America coinvolge i sindacati Americani nell’impresa che avvia legandoli con le stesse azioni del suo rischio d’impresa, riesumando il vecchio principio di concorso e concertazione…forzata all’utile d’impresa, e dividendo poi i vecchi operai, (di piu anni di anzianità), ed i nuovi operai tenuti con salari diversi e piu contenuti, creando cosi concorrenza e competizione, ma controllando ferocemente i regolamenti interni.

Marchionne in Italia invece adopera una strategia diversa, utilizza subito quel governo di faccendieri, ed ottiene la divisione dei sindacati, qui in Italia meglio e dividere che progettare il nuovo, poi come una  giovine vergine si da poi ci ripensa, e fa promesse tante promesse allettanti, nuovi modelli, ma….non vuole tanti sindacati ne vuole uno solo dentro le sue fabbriche, possibilmente coordinato con la sua volontà, e per fare capire il vento che tira, e per pungolare tutti chiude Termini Imerese, e poi dice, ed il giorno dopo corregge, proprio come faceva un noto imbonitore, che ci ha fatto perdere 20 anni, nel frattempo la germania si e riunita, ed ha pagato tutti i costi della nuova unione, e noi siamo rimasti con il cerino in mano ad aspettare Goodo, il giovane genio che ha risollevato la FIAT, ma che guarda al MONDO, e che ci spiega che ci mette un attimo ad andare in CINA, ma quello che non sa, e che le cose cambieranno, e forse non conviene tenere dei serbatoi cosi grandi di disoccupazione per calmierare il costo del lavoro, le fabbriche senza gli uomini non sono ancora state inventate, e se anche lo fossero poi dovrai inventarti anche un mercato, o un sistema sociale che fornisce a questi disoccupati a vita la liquidità per acquistare i suoi prodotti.

I geni a volte codono, e se nel mono un prodotto come l’automobile…fossero in troppi a produrlo, altre necessità a breve saranno richieste e prioritarie, magari per assicurare la sopravvivenza all’umanità? quale sarebbe una tra le scelte da fare, produrre vetture o slvaguardare ad esempio la biodiversità, magari robotizzata, ricostruire un mondo vivibile, una nuova etica e nuovi sistemi di mercato, bisognerebbe inventare anche un nuovo termine, non piu mercato,… ma scambio solidale?,…nello scambio solidale mondiale,…..ecc.

Annunci

Informazioni su casar46

Rispetto le leggi, penso, leggo, dipingo, e sogno un mondo degli uomini, dove l'equilibrio tra l'essere e l'avere sia umanamente equo. Dove a tutti sia data una possibilità per esprimersi e per modellare il proprio futuro.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...